Genere
Gioco di Ruolo
Lingua
Sottotitoli in Italiano
PEGI
12+
Prezzo
€ 49,99 (€ 59,99 versione limitata con controller incluso)
Data di uscita
2/9/2011

XenoBlade Chronicles

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Datasheet

Produttore
Nintendo
Sviluppatore
MonolithSoft
Genere
Gioco di Ruolo
PEGI
12+
Data di uscita
2/9/2011
Data di uscita giapponese
10/6/2010
Lingua
Sottotitoli in Italiano
Giocatori
1
Prezzo
€ 49,99 (€ 59,99 versione limitata con controller incluso)

Hardware

Per giocare a Xenoblade Chronicles bisogna dotarsi di una console Nintendo Wii e di una copia originale del gioco. Il Classic Controller, contenuto nell'edizione limitata, è l'ideale per gestire i menu, l'esplorazione e i combattimenti. A disposizione del giocatore ci sono tre slot per i salvataggi.

Multiplayer

Non sono presenti modalità a più giocatori.

Modus Operandi

Abbiamo provato l'edizione italiana di Xenoblade Chronicles per più di sessanta ore, esplorando nel dettaglio le aree raggiunte. Per capire se e come cambia l'esperienza di gioco, affrontando una zona al netto o al lordo delle missioni secondarie, abbiamo caricato più volte uno stesso file di salvataggio.

Link

Recensione

Una questione di principio

Obbligati a esplorare in libertà.

di Vincenzo Ercole, pubblicato il

Qualcuno potrebbe rigettare le nostre considerazioni, affermando che le missioni secondarie sono, in Xenoblade Chronicles, facoltative e che non si è obbligati ad accettarle. Qualcun altro ancora potrebbe aggiungere che questo gioco è un chiaro esempio di libertà applicata al media: "si fa un po' quel che più si desidera!". Argomentazione, questa, che non possiamo condividere, perché, ribadiamo, stiamo parlando di un titolo che desidera raccontare una storia, senza lasciare al giocatore alcun margine di intervento sulla stessa. Un gioco dall’identità di base chiara che, inspiegabilmente, tradisce se stesso, prodigandosi per portare il giocatore altrove, dentro meandri contraddittori. Come è possibile pensare di saltare a piè pari una mole così abbondante di missioni secondarie? Come restare a esse indifferenti? Come, considerando che:

uno, il livello dei nemici non varia in base a quello dei personaggi. Capiterà spesso, rinunciando alle quest secondarie, di non essere preparati ad affrontare i boss previsti dalla storia, e di essere quindi costretti a potenziarsi, affrontando proprio le missioni in precedenza saltate (ecco l’incongruenza!). Al contrario, abbandonandosi al richiamo delle sub quest, ci si ritroverà ben presto a essere troppo forti rispetto a qualsivoglia avversario prestabilito, togliendo così enfasi agli scontri e all’avventura nel suo complesso.

Due. Per dare una valvola di sfogo ai protagonisti e favorire l’immedesimazione, ben volentieri si tenterà di sbloccare i dialoghi segreti, indicati sulla mappa di gioco con appositi simboli. Peccato che per soddisfare le richieste atte ad abilitare i dialoghi sia necessario migliorare l’affinità tra i personaggi. E come si migliora l’affinità? Interagendo durante i combattimenti, ma soprattutto, risolvendo missioni secondarie!

Tre. Alcune sub quest sono a tempo, vanno quindi risolte prima che sopraggiunga un determinato evento. Sembra evidente, perciò, che non si è liberi di svolgere le missioni quando si vuole, al contrario, si “vive” come in bilico: da una parte animati dal desiderio di procedere nel gioco, dall'altra turbati dall'idea di perdere qualcosa. Un sentimento contrastante alimentato dall’impossibilità di sapere quando, effettivamente, le missioni a tempo scadranno. Inoltre, e questo è l’aspetto più deleterio della questione, la comparsa di certe sub quest a tempo dipende dalla risoluzione di quelle standard: mancare una certa quest può condurre alla perdita di altre missioni a carattere temporale. Il giocatore che desideri sviscerare l’intero contenuto proposto non è nemmeno libero di decidere quando e come farlo. Si viene, insomma, risucchiati dentro un vortice senza fine. Territori tanto vasti invitano all’esplorazione, per giustificare quest'ultima, vista la struttura lineare di Xenoblade Chronicles, ci sono le missioni secondarie, che distraggono dalla storia, sono fini a loro stesse e dilatano i tempi, ma che sono altresì, a loro modo, necessarie per procedere nel gioco e per scoprirne le intime potenzialità: la frittata è servita.

Testa bassa e occhi chiusi: il ritratto del giocatore disperato di fronte all'ennesimo NPC che propone una missione secondaria... - XenoBlade Chronicles
Testa bassa e occhi chiusi: il ritratto del giocatore disperato di fronte all'ennesimo NPC che propone una missione secondaria...

quando si parla di libertà

Quando si parla di libertà nei giochi di ruolo giapponesi vanno citati due titoli usciti nel 1995: Romancing Sa.Ga 3 e Metal Max Returns. Entrambi erano la massima espressione delle rispettive saghe: strutture di gioco originali e alternative, che davano al giocatore la possibilità di determinare, grazie alle scelte compiute, il flusso narrativo e lo svolgimento della storia. Fin dal principio, in quei giochi, si poteva andare dove si voleva e opzionare missioni secondarie che si escludevano a vicenda. La sensazione era di poter vivere una storia unica, dipendente dal percorso intrapreso. Solo finendo il gioco più volte si poteva vedere tutto, ma ogni singola tornata era più che sufficiente a regalare un'esperienza inimitabile. Il senso della scoperta non era fine a se stesso come in Xenoblade Chronicles (dove al massimo si nutre lo stupore e si accresce il livello dei personaggi, che guadagnano punti esperienza quando si raggiunge una locazione nuova), ma essenziale al gioco stesso. Titoli come The Last Remnant e Xenoblade Chronicles, che tentano di coniugare una storia portante con un certo tipo di esplorazione, quella tipica dei titoli sopra citati e delle strutture di gioco occidentali, falliscono miseramente: non colgono l'essenza del viaggiare, non dicono quello che vogliono dire, e non integrano le sub quest nell'intelaiatura di gioco.


Commenti

  1. uomopinza

     
    #1
    La prima "voce fuori dal coro" che leggo su questo gioco, complimenti per il coraggio e per la passione con cui sostieni il tuo punto di vista.

    Sicuramente un'opinione cosi' puo' venire solo da chi ha giocato a fondo il gioco, quindi hai fatto bene a "prenderti il tempo giusto" per la tua recensione.

    Mi hai fatto aprire un po' gli occhi ... grazie !
  2. Crownless King

     
    #2
    La recensione mi sembra il risultato di una reazione stizzita alle opinioni che si sono lette in giro su questo gioco. Alcune frasi sono emblematiche di una certa insofferenza del recensore e di un occhio eccessivamente severo nei confronti di questo titolo.
    "Demolire" il sistema di gioco spacciando per "obbligatorio" il livellamento dei personaggi o il completamento delle numerosissime missioni secondarie non è proprio correttissimo, così come far credere che il combattimento manchi di strategia.
    Mi spiace ma è troppo semplice "dare in pasto" al lettore una recensione simile (sul modello di Edge), in cui certi elementi vengono rovesciati pur di risultare utili a costruire il proprio castello di carte.
  3. Wolfgang

     
    #3
    Prima di questa recensione ero convinto di acquistarlo non appena avrei avuto di nuovo a disposizione il Wii.

    Ora ho molti dubbi, in particolare sarei molto deluso dalle considerazioni sul combattimento, leveling, equipaggiamento.

    • La vittoria, infatti, dipende per lo più da un unico fattore: il livello del gruppo di eroi. Se questo è inferiore, anche di poco, rispetto a un qualsiasi nemico non c'è speranza, non c'è strategia che tenga: è quasi impossibile avere la meglio, se non per un rarissimo quanto casuale colpo di fortuna. Al contrario, come si diceva, sconfiggere un mostro di pari potenza o lievemente più debole è scontato. Bisogna voler perdere, per perdere! Da un certo punto in poi, si gioca come ipnotizzati, convinti di fare qualcosa, ma in realtà spettatori di un gioco che va avanti da sé. L'unica possibilità offerta? Vagare, un po' qua e un po' là. La morte del gameplay.

    E ancora

    • La sensazione è che si vincano o si perdano le battaglie a prescindere
      da qualsivoglia equipaggiamento, ma se anche esso fosse rilevante, si
      fatica a capire in quale misura lo potrebbe essere. Cosa cambia
      assegnando a un'arma un potere rallentante piuttosto che uno stordente?
      Ci si accorge di qualcosa in battaglia? No, questo è il punto. Si va
      sulla fiducia.

    Sono affermazioni pesanti, ed avendo seguito il topic mi stupisco di non averle lette prima, o almeno non in questi termini.
  4. Jenkins

     
    #4
    hahahaa, complimenti per il punto di vista e per il coraggio nell'esprimerlo così chiaramente, non è da tutti (soprattutto perchè è il primo negativo tra stampa italiana e internazionale) :-D

    Naturalmente non concordo con una parola. Ma qui attacchi l'intero complesso, non si sa manco da dove partire. Mi ricorda una review negativa su c'era una volta in America dove il critico attaccava il film per i troppi silenzi, gli eccessivi primopiani e gli esagerati flashback. Che puoi controbattere?
    Per me non hai ragione su nulla, hai mal interpretato ogni singolo aspetto e non ti sei reso conto di quel che avevi per mano. Come scrivevo ieri, ci sono periodi in cui non ti divertiresti manco con Megan Fox nel letto, figuriamoci con un giochino :D

    Comunque è "per me", e rispondere alle tue critiche "per me" è una perdita di tempo, non ne vedo il senso se l'esperienza è stata così mal interpretata.

    Quindi, il "per me" implica che, forse, ad aver interpretato male il tutto sia io. Gli do un 5% di possibilità.

    ciao :)
  5. dusteppe

     
    #5
    Ho il gioco ancora incartato nell'edizione limitata con il pad rosso.
    Ora ritengo chrono uno degli utenti più affidabili per quanto riguarda i jrpg, sebbene questa recesione mi sembri ruotare attorno ad un unico tema per tutta la sua durata...è in un certo senso ridondante.
    La rileggerò quando avrò cominciato il gioco.
    La parte più preoccupante mi pare quella sui combattimenti.
  6. Jenkins

     
    #6
    WolfgangPrima di questa recensione ero convinto di acquistarlo non appena avrei avuto di nuovo a disposizione il Wii.

    Ora ho molti dubbi, in particolare sarei molto deluso dalle considerazioni sul combattimento, leveling, equipaggiamento.

    • La vittoria, infatti, dipende per lo più da un unico fattore: il livello del gruppo di eroi. Se questo è inferiore, anche di poco, rispetto a un qualsiasi nemico non c'è speranza, non c'è strategia che tenga: è quasi impossibile avere la meglio, se non per un rarissimo quanto casuale colpo di fortuna. Al contrario, come si diceva, sconfiggere un mostro di pari potenza o lievemente più debole è scontato. Bisogna voler perdere, per perdere! Da un certo punto in poi, si gioca come ipnotizzati, convinti di fare qualcosa, ma in realtà spettatori di un gioco che va avanti da sé. L'unica possibilità offerta? Vagare, un po' qua e un po' là. La morte del gameplay.
    • [/*][/*]

    E ancora

    • La sensazione è che si vincano o si perdano le battaglie a prescindere
      da qualsivoglia equipaggiamento, ma se anche esso fosse rilevante, si
      fatica a capire in quale misura lo potrebbe essere. Cosa cambia
      assegnando a un'arma un potere rallentante piuttosto che uno stordente?
      Ci si accorge di qualcosa in battaglia? No, questo è il punto. Si va
      sulla fiducia.
    • [/*][/*]

    Sono affermazioni pesanti, ed avendo seguito il topic mi stupisco di non averle lette prima, o almeno non in questi termini.

    A spiegarlo sarebbe un casino, 20 minuti attaccato al computer per alla fine nulla di che.
    Se non l'hai letto in tutto il topic e in tutti i migliaia di topic sulla rete, se hai ravanato in centianai di migliaia di post per rimaner sorpreso da questa review..... vuol dire che il problema non esiste, è stato mal interpretato il tutto.
    Vai tranquillo, prenditelo che è un giocone come nessun jrpg in questa gen
  7. Lylot72

     
    #7
    WolfgangPrima di questa recensione ero convinto di acquistarlo non appena avrei avuto di nuovo a disposizione il Wii.

    Ora ho molti dubbi, in particolare sarei molto deluso dalle considerazioni sul combattimento, leveling, equipaggiamento.



    compra tranquillo, 100% ti piacerà.
    Fidati.
  8. Lylot72

     
    #8
    Frecciatina anche all' altro buon titolo di questa Gen Last Remnant... se ti sente Castelli :).

    Forse chrono è rimasto troppo attaccato al passato e sopratutto ai Jrpg da portatile.

    Più che altro una recensione troppo personale, tranne l' ultimo paragrafo, e quindi poco condivisibile.
    il gioco andrebbe consigliato a tutti anche perchè sicuramente al 95% degli attuali videogiocatori la struttura e formula di questo Jrpg piacerebbe.
  9. labello

     
    #9
    Xenoblade Chronicles è un JRPG classico incrociato a World of Warcraft da cui prende la meccanica per le side-quest ed il tipo di combattimento "automatico" con pressione dei tasti riferiti a tecniche speciali che si ricaricano nel tempo... energia che sale da sola durante l'esplorazione etc...
    L'idea è quella di una rilassata partita a WoW con in più una bella storia narrante.

    Lo sto giocando in questi giorni e per ora direi che il gioco merita, ma sicuramente i punti toccati nella recensione riferiti alla dispersione ed incoerenza ci stanno, sopratutto se come me si cerca di "portare a casa tutto" fin dalla prima volta :)
  10. Wolfgang

     
    #10
    Lylot72compra tranquillo, 100% ti piacerà.
    Fidati.

    Beh sì, comunque lo comprerò lo stesso, forse con aspettative un po' più basse, ma non è detto che sia un male.

    Intendiamoci, i punti che ho sottolineato li ho scelti anche perché il mio jrpg preferito negli ultimi anni è stato Persona 3 per PSP, dove si andava nella direzione diametralmente opposta.
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