Genere
Gioco di Ruolo
Lingua
Sottotitoli in Italiano
PEGI
12+
Prezzo
€ 49,99 (€ 59,99 versione limitata con controller incluso)
Data di uscita
2/9/2011

XenoBlade Chronicles

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Datasheet

Produttore
Nintendo
Sviluppatore
MonolithSoft
Genere
Gioco di Ruolo
PEGI
12+
Data di uscita
2/9/2011
Data di uscita giapponese
10/6/2010
Lingua
Sottotitoli in Italiano
Giocatori
1
Prezzo
€ 49,99 (€ 59,99 versione limitata con controller incluso)

Hardware

Per giocare a Xenoblade Chronicles bisogna dotarsi di una console Nintendo Wii e di una copia originale del gioco. Il Classic Controller, contenuto nell'edizione limitata, è l'ideale per gestire i menu, l'esplorazione e i combattimenti. A disposizione del giocatore ci sono tre slot per i salvataggi.

Multiplayer

Non sono presenti modalità a più giocatori.

Modus Operandi

Abbiamo provato l'edizione italiana di Xenoblade Chronicles per più di sessanta ore, esplorando nel dettaglio le aree raggiunte. Per capire se e come cambia l'esperienza di gioco, affrontando una zona al netto o al lordo delle missioni secondarie, abbiamo caricato più volte uno stesso file di salvataggio.

Link

Recensione

Uno, nessuno e centomila

L'identità perduta del gioco di ruolo giapponese.

di Vincenzo Ercole, pubblicato il

Scrivere la recensione di un videogioco uscito ormai da qualche settimana, e per questo già analizzato dalle principali riviste di settore e dai più quotati siti specializzati, può diventare, a volte, problematico. Se è vero che è comodo, prima di pronunciarsi su un gioco, confrontare il proprio giudizio con quello altrui, è altrettanto vero che per sostenere una posizione dissonante, rispetto a una schiera uniforme di giudizi positivi, se non entusiastici, sono richieste motivazioni valide e una decisa assunzione di responsabilià: il rischio è di stonare o di essere tacciati di protagonismo. Consci di questo, al cospetto di chi definisce Xenoblade Chronicles il nuovo punto di partenza per il genere dei giochi di ruolo giapponesi e, persino, la summa teologica dello stesso, o ancora, più semplicemente, un ottimo titolo, non possiamo impedirci di alzare la mano, chiedere la parola e dissentire. Non per partito preso, ma perché abbiamo le nostre idee. Idee chiare.

"c'era una volta" il JAPAn RPG

Il tratto distintivo, l'elemento saliente di larga parte dei giochi di ruolo giapponesi è la narrazione. Già a partire dai primi anni novanta, al concetto di ruolo si è via via sostituito quello di personaggio. Il giocatore, non più chiamato a dare vita a un alter ego anonimo e, almeno in partenza, neutrale nelle caratteristiche di base, si è riscoperto a comandare personaggi dal carattere delineato, e portati in scena da una serie di circostanze definite: il preludio di una vicenda da scoprire, da affrontare in linea retta, senza poter quindi intervenire sulla trama, e da risolvere attraverso le dinamiche dettate dal gameplay. Il ritmo con il quale la storia si dispiega, la coerenza dell'intreccio, la qualità dei dialoghi e la caratura dei personaggi sono gli elementi chiave, l'anima di un gioco di ruolo classico. L'esplorazione e i combattimenti, con relativa gestione del gruppo di eroi, sono invece l'interfaccia attraverso la quale il giocatore entra nella storia e permette alla stessa di svilupparsi. Rendere tangibili le istanze dei protagonisti e consegnare, a chi gioca, gli strumenti per immaginare di adempiere ai compiti degli stessi è l'obiettivo da raggiungere. Solo attraverso il "fare" del giocatore una vicenda si risolve, ma la stessa ha insita in sé, a priori, la sua conclusione, unica e non modificabile. Un incipit interessante, una trama coerente e degli snodi innescati al momento più opportuno sono necessari affinché un gioco di ruolo risulti credibile e godibile. Qualsiasi forma di distrazione, qualsiasi dinamica che sia difforme da ciò che i personaggi stessi chiedono è deleteria ai fini della struttura narrativa.

Parafrasando Pirandello, potremmo dire che più che con "Sei personaggi in cerca di autore", in Xenoblade Chronicles siamo alle prese con personaggi in cerca di un giocatore che rispetti la loro natura - XenoBlade Chronicles
Parafrasando Pirandello, potremmo dire che più che con "Sei personaggi in cerca di autore", in Xenoblade Chronicles siamo alle prese con personaggi in cerca di un giocatore che rispetti la loro natura

Una poltrona per due

Xenoblade Chronicles è, in primo luogo, un gioco incoerente, poiché propone un'avventura dove i bisogni dei protagonisti cozzano con le possibilità di esplorazione offerte al giocatore. Laddove le intime esigenze dei personaggi, la progressione strettamene lineare e il desiderio di scoprire cosa stia accadendo invitino ad avanzare seguendo il flusso della storia, la molteplicità di missioni secondarie presenti, per lo più fini a loro stesse, ma caratterizzanti la struttura di gioco, spingono in tutt'altra direzione. L'incedere verticale, basato sulla volontà dei protagonisti e sulle dinamiche proposte dalla storia, si scontra ad armi pari, senza esclusione di colpi, con quello orizzontale, che stimola il giocatore in più modi, invogliandolo a: esplorare gli ambienti, risolvere quante più missioni possibile, modificare alcuni eventi di carattere secondario, migliorare i rapporti tra i protagonisti e sviluppare le relazioni con le diverse specie presenti nel gioco. Queste due forme di progressione sono, in Xenoblade Chronicles, così forti, invitanti e contrastanti da poter rovinare in tutto o in parte l'intera esperienza di gioco. Ci si potrà distrarre per decine ore, cacciando mostri e scovando materiali, dimenticando persino il motivo per il quale si sta viaggiando, per ritrovarsi poi ad assistere, dopo aver superato uno snodo narrativo, a personaggi che proveranno in tutti i modi a veicolare l'urgenza del loro peregrinare e il senso stesso della loro esistenza, interamente giocata su di un irrefrenabile, quanto a tratti incomprensibile, bisogno di vendetta. Uno straniamento tra giocatore ed eroi che, in questi termini, e con tale portata e continuità, non ha precedenti in venti e passa anni di vita del genere.


Commenti

  1. uomopinza

     
    #1
    La prima "voce fuori dal coro" che leggo su questo gioco, complimenti per il coraggio e per la passione con cui sostieni il tuo punto di vista.

    Sicuramente un'opinione cosi' puo' venire solo da chi ha giocato a fondo il gioco, quindi hai fatto bene a "prenderti il tempo giusto" per la tua recensione.

    Mi hai fatto aprire un po' gli occhi ... grazie !
  2. Crownless King

     
    #2
    La recensione mi sembra il risultato di una reazione stizzita alle opinioni che si sono lette in giro su questo gioco. Alcune frasi sono emblematiche di una certa insofferenza del recensore e di un occhio eccessivamente severo nei confronti di questo titolo.
    "Demolire" il sistema di gioco spacciando per "obbligatorio" il livellamento dei personaggi o il completamento delle numerosissime missioni secondarie non è proprio correttissimo, così come far credere che il combattimento manchi di strategia.
    Mi spiace ma è troppo semplice "dare in pasto" al lettore una recensione simile (sul modello di Edge), in cui certi elementi vengono rovesciati pur di risultare utili a costruire il proprio castello di carte.
  3. Wolfgang

     
    #3
    Prima di questa recensione ero convinto di acquistarlo non appena avrei avuto di nuovo a disposizione il Wii.

    Ora ho molti dubbi, in particolare sarei molto deluso dalle considerazioni sul combattimento, leveling, equipaggiamento.

    • La vittoria, infatti, dipende per lo più da un unico fattore: il livello del gruppo di eroi. Se questo è inferiore, anche di poco, rispetto a un qualsiasi nemico non c'è speranza, non c'è strategia che tenga: è quasi impossibile avere la meglio, se non per un rarissimo quanto casuale colpo di fortuna. Al contrario, come si diceva, sconfiggere un mostro di pari potenza o lievemente più debole è scontato. Bisogna voler perdere, per perdere! Da un certo punto in poi, si gioca come ipnotizzati, convinti di fare qualcosa, ma in realtà spettatori di un gioco che va avanti da sé. L'unica possibilità offerta? Vagare, un po' qua e un po' là. La morte del gameplay.

    E ancora

    • La sensazione è che si vincano o si perdano le battaglie a prescindere
      da qualsivoglia equipaggiamento, ma se anche esso fosse rilevante, si
      fatica a capire in quale misura lo potrebbe essere. Cosa cambia
      assegnando a un'arma un potere rallentante piuttosto che uno stordente?
      Ci si accorge di qualcosa in battaglia? No, questo è il punto. Si va
      sulla fiducia.

    Sono affermazioni pesanti, ed avendo seguito il topic mi stupisco di non averle lette prima, o almeno non in questi termini.
  4. Jenkins

     
    #4
    hahahaa, complimenti per il punto di vista e per il coraggio nell'esprimerlo così chiaramente, non è da tutti (soprattutto perchè è il primo negativo tra stampa italiana e internazionale) :-D

    Naturalmente non concordo con una parola. Ma qui attacchi l'intero complesso, non si sa manco da dove partire. Mi ricorda una review negativa su c'era una volta in America dove il critico attaccava il film per i troppi silenzi, gli eccessivi primopiani e gli esagerati flashback. Che puoi controbattere?
    Per me non hai ragione su nulla, hai mal interpretato ogni singolo aspetto e non ti sei reso conto di quel che avevi per mano. Come scrivevo ieri, ci sono periodi in cui non ti divertiresti manco con Megan Fox nel letto, figuriamoci con un giochino :D

    Comunque è "per me", e rispondere alle tue critiche "per me" è una perdita di tempo, non ne vedo il senso se l'esperienza è stata così mal interpretata.

    Quindi, il "per me" implica che, forse, ad aver interpretato male il tutto sia io. Gli do un 5% di possibilità.

    ciao :)
  5. dusteppe

     
    #5
    Ho il gioco ancora incartato nell'edizione limitata con il pad rosso.
    Ora ritengo chrono uno degli utenti più affidabili per quanto riguarda i jrpg, sebbene questa recesione mi sembri ruotare attorno ad un unico tema per tutta la sua durata...è in un certo senso ridondante.
    La rileggerò quando avrò cominciato il gioco.
    La parte più preoccupante mi pare quella sui combattimenti.
  6. Jenkins

     
    #6
    WolfgangPrima di questa recensione ero convinto di acquistarlo non appena avrei avuto di nuovo a disposizione il Wii.

    Ora ho molti dubbi, in particolare sarei molto deluso dalle considerazioni sul combattimento, leveling, equipaggiamento.

    • La vittoria, infatti, dipende per lo più da un unico fattore: il livello del gruppo di eroi. Se questo è inferiore, anche di poco, rispetto a un qualsiasi nemico non c'è speranza, non c'è strategia che tenga: è quasi impossibile avere la meglio, se non per un rarissimo quanto casuale colpo di fortuna. Al contrario, come si diceva, sconfiggere un mostro di pari potenza o lievemente più debole è scontato. Bisogna voler perdere, per perdere! Da un certo punto in poi, si gioca come ipnotizzati, convinti di fare qualcosa, ma in realtà spettatori di un gioco che va avanti da sé. L'unica possibilità offerta? Vagare, un po' qua e un po' là. La morte del gameplay.
    • [/*][/*]

    E ancora

    • La sensazione è che si vincano o si perdano le battaglie a prescindere
      da qualsivoglia equipaggiamento, ma se anche esso fosse rilevante, si
      fatica a capire in quale misura lo potrebbe essere. Cosa cambia
      assegnando a un'arma un potere rallentante piuttosto che uno stordente?
      Ci si accorge di qualcosa in battaglia? No, questo è il punto. Si va
      sulla fiducia.
    • [/*][/*]

    Sono affermazioni pesanti, ed avendo seguito il topic mi stupisco di non averle lette prima, o almeno non in questi termini.

    A spiegarlo sarebbe un casino, 20 minuti attaccato al computer per alla fine nulla di che.
    Se non l'hai letto in tutto il topic e in tutti i migliaia di topic sulla rete, se hai ravanato in centianai di migliaia di post per rimaner sorpreso da questa review..... vuol dire che il problema non esiste, è stato mal interpretato il tutto.
    Vai tranquillo, prenditelo che è un giocone come nessun jrpg in questa gen
  7. Lylot72

     
    #7
    WolfgangPrima di questa recensione ero convinto di acquistarlo non appena avrei avuto di nuovo a disposizione il Wii.

    Ora ho molti dubbi, in particolare sarei molto deluso dalle considerazioni sul combattimento, leveling, equipaggiamento.



    compra tranquillo, 100% ti piacerà.
    Fidati.
  8. Lylot72

     
    #8
    Frecciatina anche all' altro buon titolo di questa Gen Last Remnant... se ti sente Castelli :).

    Forse chrono è rimasto troppo attaccato al passato e sopratutto ai Jrpg da portatile.

    Più che altro una recensione troppo personale, tranne l' ultimo paragrafo, e quindi poco condivisibile.
    il gioco andrebbe consigliato a tutti anche perchè sicuramente al 95% degli attuali videogiocatori la struttura e formula di questo Jrpg piacerebbe.
  9. labello

     
    #9
    Xenoblade Chronicles è un JRPG classico incrociato a World of Warcraft da cui prende la meccanica per le side-quest ed il tipo di combattimento "automatico" con pressione dei tasti riferiti a tecniche speciali che si ricaricano nel tempo... energia che sale da sola durante l'esplorazione etc...
    L'idea è quella di una rilassata partita a WoW con in più una bella storia narrante.

    Lo sto giocando in questi giorni e per ora direi che il gioco merita, ma sicuramente i punti toccati nella recensione riferiti alla dispersione ed incoerenza ci stanno, sopratutto se come me si cerca di "portare a casa tutto" fin dalla prima volta :)
  10. Wolfgang

     
    #10
    Lylot72compra tranquillo, 100% ti piacerà.
    Fidati.

    Beh sì, comunque lo comprerò lo stesso, forse con aspettative un po' più basse, ma non è detto che sia un male.

    Intendiamoci, i punti che ho sottolineato li ho scelti anche perché il mio jrpg preferito negli ultimi anni è stato Persona 3 per PSP, dove si andava nella direzione diametralmente opposta.
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