Genere
Sparatutto
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
ND
Prezzo
49,99 euro
Data di uscita
16/11/2003

XIII

XIII Aggiungi alla collezione

Datasheet

Genere
Sparatutto
Distributore Italiano
Ubisoft Italia
Data di uscita
16/11/2003
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
8
Prezzo
49,99 euro

Lati Positivi

  • Il Cel-Shading è una gioia per gli occhi
  • Gameplay vario e mai ripetitivo
  • Svolgimento ricco di colpi d'azione
  • Musiche varie e divertenti

Lati Negativi

  • Intelligenza artificiale a tratti lacunosa
  • La trama non mantiene le ottime premesse iniziali
  • Livelli troppo lineari

Hardware

XIII è stato testato con un Athlon XP 2000, 1 GB RAM e una GeForce 4200 TI alla risoluzione di 1600x1200 senza mostrare il minimo rallentamento. Per giocare a una risoluzione minore è comunque sufficiente un processore a 1 GHz e 256 MB RAM. Notevole invece lo spazio richiesto: preparatevi infatti a liberare circa 2 GB dal vostro Hard Disk.

Multiplayer

E' possibile affrontare le colorate avventure di XIII anche in multiplayer sia tramite LAN sia con il servizio on-line messo a disposizione da Ubisoft, capace di ospitare fino a un massimo di otto giocatori contemporaneamente.

Link

Recensione

XIII

Come ti chiami? Non mi ricordo. Da dove vieni? Non lo so. Parlare con un moribondo che ha perso la memoria non è il massimo del divertimento, ma se quel qualcuno è un agente segreto braccato dai criminali di mezzo mondo e con qualche mistero alle spalle, allora la faccenda si fa interessante e al tempo stesso pericolosa. Ma il pericolo, si sa, è anche il nostro mestiere.

di Francesco Destri, pubblicato il

Ad arricchire ulteriormente l'esperienza di gioco contribuiscono anche la possibilità di migliorare le nostre abilità (scasso, percezione dei rumori, capacità di respirare sott'acqua ecc.), numerosi ma semplici puzzle (il rampino sarà uno dei nostri migliori alleati per proseguire nel gioco), intermezzi di cecchinaggio e frangenti di azione pura (la fuga dalla seggiovia in fiamme), che sebbene ricordino molto da vicino altri titoli precedenti (su tutti James Bond 007: Nightfire), non rischiano almeno di annoiare anche il giocatore più esperto, che si troverà di fronte livelli mai ripetitivi e soprattutto a location estremamente varie e ben caratterizzate (banche, uffici, basi militari, cantieri, montagne innevate e via di questo passo) e, a vedere la quantità di sangue versato, ad un'atmosfera tutt'altro che infantile come invece erano in molti a temere.

CECCHINI E BOSSOLI A VOLONTA'

Se anche il resto del gioco fosse su questi livelli di eccellenza, non potremmo che considerare XIII un piccolo capolavoro, ma i difetti purtroppo non mancano. Innanzitutto i livelli sono la quintessenza della linearità e l'impossibilità di sviare anche solo per un attimo dai "binari" pre-impostati del gioco è un limite da non sottovalutare per un titolo di questo genere. Le missioni, infatti, possono essere portate a termine seguendo un'unica strada e ciò provoca una sensazione di mancanza di libertà che non piacerà a chi ama pianificare attentamente le azioni da compiere o più semplicemente a chi, abituato alla libertà di movimento e di azione di un Project IGI, si troverà di fronte a livelli privi di "sentieri" secondari e tutto sommato non molto vasti.
Neanche l'intelligenza artificiale è stata implementata al meglio. Di solito, quando un soldato nemico ci avvista, impiegherà circa cinque secondi per agire sparandoci contro o attivando un allarme e se ciò da una parte risulta abbastanza realistico (il fattore sorpresa esiste eccome), dall'altra è un aiuto non indifferente, visto che avremo tutto il tempo necessario per prendere la mira, per ripararci o per scappare senza correre il rischio di essere colpiti alla schiena. Altre volte, invece, la difficoltà si fa eccessiva per l'abilità dei nemici di colpire a distanze notevoli (neanche fossero tiratori scelti) e per il loro fiuto del pericolo alla vista di un compagno appena ucciso (possiamo comunque nascondere i corpi come in Tom Clancy's Splinter Cell), fattore questo che però potrebbe rivelarsi anche positivo nell'aumentare il realismo del gioco.
Infine avremmo preferito enigmi e puzzle un po' più impegnativi e una migliore interattività con l'ambiente esterno, limitata per lo più alla raccolta di "armi" silenziose (sedie, bottiglie, pale), ad armadietti (spesso vuoti) da aprire e a qualche vetro da infrangere, ma inutile ai fini delle missioni, senza contare che tra le centinaia di porte presenti nelle location interne solo pochissime sono utilizzabili. Certo, non stiamo parlando di difetti particolarmente gravi nè di limiti tali da sacrificare il divertimento complessivo, ma con qualche sforzo in più XIII sarebbe potuto diventare un titolo di altissimo valore, anche perchè tecnicamente parlando lo spettacolo è assicurato.

CEL SHADING, QUESTO SCONOSCIUTO

E' inutile infatti nascondere che il vero interesse attorno a XIII sia stato suscitato dall'introduzione (per la prima volta) della tecnica del Cel Shading in uno sparatutto in prima persona, novità interessante non solo per sfuggire per una volta all'estremo realismo che ci aspetterà tra pochi mesi con DOOM 3 e Half-Life 2, ma anche per godere di una palette cromatica talmente estesa e spettacolare da non avere nulla da invidiare ai platform più colorati e "pittorici".
Come tecnica che permette di renderizzare un oggetto tridimensionale per farlo sembrare il più simile possibile a un cartone animato, il Cel Shading non è certo una novità nell'ambiente videoludico; The Legend Of Zelda: The Wind Maker, Sly Racoon e Jet Sed Radio Future, realizzati per le tre console di ultima generazione proprio per la pesantezza in termini di risorse hardware di questa tecnica, hanno già dimostrato quanto il Cel Shading possa completamente stravolgere l'aspetto di un videogioco tradizionale facendolo sembrare un ibrido tra un fumetto Marvel e un cartone animato della Disney.
Naturalmente il risultato è molto particolare e ha trovato sostenitori e detrattori in egual misura, ma non si può negarne l'impatto e l'originalità, soprattutto quando come in questo caso è applicato a uno sparatutto. In questo modo XIII può contare su una varietà cromatica senza precedenti, su una realizzazione degli ambienti di gioco molto fumettosa e squadrata al tempo stesso e su autentici tocchi di classe di tradizione fumettistica come il replay a tre "scatti" dell'uccisione di un nemico, le scritte che riproducono voci e rumori e in generale la narrazione a vignette che abbiamo già potuto apprezzare in tutta la sua efficienza nel primo capitolo di Max Payne.
Tutto questo ha provocato un notevole abbassamento del concetto di fotorealismo anche per quanto riguarda le animazioni, il design delle armi e delle location in generale, ma non bisogna comunque aspettarsi un quadro grafico trasandato e tecnicamente povero, anche perchè il motore utilizzato dagli sviluppatori è quello di Unreal 2 riadattato e leggermente potenziato per l'occasione. Anche il reparto audio ci ha convinto appieno. Accanto a musiche di matrice jazz-funky (una vera novità per uno sparatutto in prima persona) sono presenti infatti effetti sonori di grandissima qualità e un doppiaggio italiano di ottimo livello anche se privo delle voci di David "Mulder" Duchovny, di Adam "Batman" West e della cantante Eve, tutti presenti invece nella versione americana e inglese del gioco. Poco importa comunque. XIII si è infatti rivelato quel campione di azione, divertimento e innovazione grafica che tutti si aspettavano e anche se manca l'appuntamento con una piena maturità concettuale rimane un titolo perfetto per trascorrere in colorata allegria questo grigio inverno che ci aspetta.

Voto 4 stelle su 5
Voto dei lettori
XIII è il classico titolo che a una prima occhiata non può che generare un entusiasmo incontrollato, soprattutto per merito della grafica coloratissima in pieno stile cartoon e per una trama che sembra promettere benissimo. Andando avanti nel gioco, però, si iniziano a vedere anche dei limiti: se infatti la varietà di location, le numerose "opzioni" da agente segreto in possesso di XIII e i frangenti "stealth" sono in grado di assicurare un gameplay quanto mai vario e divertente, rimangono però dei difetti abbastanza evidenti nella costruzione delle missioni (troppo lineari e "guidate"), nell'intelligenza artificiale e in uno svolgimento narrativo che non mantiene le promesse suscitate nei primi livelli. A spostare in zona decisamente positiva l'ago della bilancia fin qui in equilibrio tra ottime intuizioni e cadute di tono, contribuisce l'eccellente reparto grafico: è il più colorato e "cartaceo" mai visto in uno sparatutto in prima persona. E in fondo può bastare anche questo a rendere XIII uno dei titoli più atipici e originali degli ultimi mesi. In definitiva XIII è un buon gioco, un titolo che, come detto a fine recensione, è perfetto per trascorrere in colorata allegria questo grigio inverno che ci aspetta.