Genere
Sparatutto
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
ND
Prezzo
65,00 Euro
Data di uscita
18/12/2003

XIII

XIII Aggiungi alla collezione

Datasheet

Genere
Sparatutto
Distributore Italiano
Ubisoft Italia
Data di uscita
18/12/2003
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
8
Prezzo
65,00 Euro

Lati Positivi

  • Ottimo stile grafico
  • Multiplayer molto valido
  • Controlli immediati e comodi

Lati Negativi

  • Intelligenza artificiale migliorabile
  • Difficoltà a volte sbilanciata

Hardware

Per destreggiarvi tra le vignette di XIII avrete bisogno di una copia originale del gioco e di una console Xbox PAL. Necessario inoltre un abbonamento a Xbox Live in caso vogliate giocare con le modalità online.

Multiplayer

XIII comprende modalità offline in split-screen per quattro giocatori e opzioni per Xbox Live o System Link disponibili per otto giocatori.

Link

Recensione

XIII

Vi è mai capitato di svegliarvi su una spiaggia, feriti e privi della memoria, inseguiti da esercito ed FBI, sotto continui tentativi di assassinio? A me si, e vi posso garantire che è assai spiacevole! Manco avessi assassinato qualche personalità importante! E inoltre, che roba è questo brutto tatuaggio che ho sul petto? C'è scritto "XIII". Mah... che giornataccia!

di Stefano Castelli, pubblicato il

"Lo sparatutto in cel-shading". E' così che oramai di qualche mese si parla di XIII, il nuovo sparatutto in prima persona sviluppato da Ubisoft e basato su un popolare fumetto francese di W. Wance e J. Van Hamme. Un progetto atto non solo a creare la trasposizione di un fumetto in un videogame, ma a mantenerne le caratteristiche "cartacee" anche in formato digitale, proponendo inusuali soluzioni grafiche. Ma oltre alle interessanti peculiarità stilistiche, ci sono in XIII elementi sufficientemente validi da farlo rimanere a testa alta su Xbox, tra giochi del calibro di Halo e Time Splitters 2. Sfogliamo assieme l'ultima fatica di Ubisoft per scoprirlo.

AMNESIA E PALLOTTOLE

Steve Rowland, il protagonista di XIII, ha qualche problema di memoria. Si è risvegliato su una spiaggia californiana senza ricordare nulla del suo passato, scoprendosi ferito da un colpo di arma da fuoco. Come se non bastasse, bande di sicari armati sino ai denti lo stanno inseguendo per ucciderlo. Sarà tutto legato allo strano tatuaggio sulla sua spalla destra, che riporta il numero in cifre romane "XIII"?
La trama di XIII parte dunque da un presupposto molto abusato ma indubbiamente efficace: l'amnesia di Rowland lascerà via via spazio a ricordi confusi, che col progredire della storia si uniranno come tasselli di un terrificante mosaico fatto di omicidi, associazioni segrete e marciume.
Ciò consente al gioco di mutare in quanto ad impostazione, parallelamente col recupero intellettivo di Rowland: si passerà, cioè, da missioni in cui saremo smarriti e disarmati a vere e proprie operazioni militari o ancora ad azioni di eliminazione mirata.
Gli sviluppatori hanno cercato di rendere la trama del gioco il più possibile integrata all'azione e ci sono riusciti con ottimi risultati: le vicende di Steve Rowland sono raccontate con dialoghi, eventi fuori-scena e numerosi flashback, il tutto realizzato con uno stampo cinematografico pienamente convincente. Per contro però la necessità di rendere le missioni di gioco molto legate alla trama ha comportato spesso un'eccessiva linearità dei livelli stessi, limitando così le possibilità di azione del giocatore.

COME IN UN FUMETTO

Le radici "cartacee" di XIII sono state rispettate e mantenute nell'omonimo videogame: gli sviluppatori hanno fatto di tutto per sottolineare l'identità fumettistica del gioco, adottando soluzioni davvero inedite in ambito videoludico. La già citata grafica in cel-shading è solo l'elemento fulcro di questo processo, ma non l'unico. Possiamo ad esempio parlare dell'uso massiccio di onomatopee che sottolineano (e a volte sostituiscono) esplosioni, grida e altri effetti sonori: un "BOOOOM!" per le esplosioni, un "AARGH!" per le grida, un "Tap Tap Tap" che accompagna i passi dei nemici.
Inoltre, eventi fuori scena o importanti vengono sottoposti all'attenzione del giocatore sotto forma di vignette che si sovrappongono alla visuale di gioco: provate ad effettuare, ad esempio, un'uccisione con il fucile da cecchino per assistere ad una sfilza di fotogrammi contenenti la caduta del nostro malcapitato bersaglio.
Il concetto di "vignetta" torna anche per ciò che concerne la visuale del giocatore: un'esplosione troppo ravvicinata provocherà un traballamento dello schermo, con tanto di bordo bianco della vignetta che spunterà dai limiti dello schermo. Lo stile fumettoso riesce a rendere addirittura cruenti determinati aspetti del gioco: il sangue è presente in dosi massicce in XIII e non mancherà di sporcare personaggi e ambientazioni ad ogni pressione del grilletto.
A stonare con quest'ambientazione fumettosa ci sono purtroppo gran parte dei fondali del gioco: solamenti i personaggi infatti sono stati realizzati in cel-shading, mentre il resto degli oggetti, mezzi e paesaggi mostra una grafica "convezionale", ricoperta di classiche texture e spesso di impostazione più realistica di quanto ci si aspetterebbe (come ad esempio nelle missioni sulla neve). L'effetto finale è molto spesso quello di un patchwork poco riuscito, che talvolta spezza il rapporto gioco-fumetto presente in XIII.

OLTRE LE VIGNETTE

Dietro il magistrale strato di cel-shading dei personaggi, XIII nasconde uno sparatutto di impostazione decisamente classica. Nei panni di Rowland dovremo superare una serie di livelli, ciascuno caratterizzato da determinati obiettivi.
Il sistema di controllo è decisamente canonico: Rowland può spostarsi per i livelli, saltare, utilizzare numerose armi ed un paio di interessanti gadget (come un rampino o un grimaldello elettronico): il tutto, ovviamente, tramite una tipica visuale in prima persona. Le armi a sua disposizione nel corso dei livelli sono anch'esse di stampo classico e variano da pistole e fucili a balestre di precisione con mirino telescopico: alcune di queste prevedono funzionalità secondarie di vario genere.
I controlli sono implementati molto bene nel gioco: ovviamente i due stick analogici del joypad servono per spostarsi e mirare, mentre praticamente tutti gli altri tasti posseggono una funzione, permettendo di sparare, selezionare le armi e utilizzare oggetti nell'inventario di Rowland. Basta pochissima pratica per acquisire la destrezza necessaria ad affrontare il gioco e chiunque sia reduce da esperienze con Halo o un altro sparatutto su Xbox si troverà certamente a suo agio.
Qualche nota interessante e originale è fornita dalla possibilità di raccogliere sedie, bottiglie o frammenti di vetro e usarli contro i nemici: sebbene questo rappresenti un elemento divertente e utile nelle primissime situazioni di gioco, ci si accorge ben presto di come diventi un semplice diversivo nelle missioni successive. Discorso analogo per la possibilità di sollevare i cadaveri da terra e spostarli a spalla: è possibile procedere nel gioco speditamente senza praticamente mai fare uso di questa operazione, salvo un paio di casi in cui risulta necessaria. Un level-design che enfatizzasse maggiormente queste aggiunte del gameplay sarebbe stato ben gradito.

Voto 4 stelle su 5
Voto dei lettori
Un gioco di buona qualità che non riesce ad assurgere al grado di eccellenza. XIII affascina il giocatore con uno stile grafico molto accattivante e una trama intrigante e ben narrata, ma allo stesso tempo non offre nulla di realmente nuovo nel panorama degli sparatutto in prima persona. I difetti descritti nella recensione tengono l'esperienza per un singolo giocatore lontana da meritati elogi, mentre le modalità multi-giocatore (sia online che non) rappresentano a sorpresa il punto più saldo dell'intero gioco, garantendo ore e ore di divertimento. Un acquisto consigliato ai patiti degli sparatutto in prima persona e agli amanti dell'omonimo fumetto, ma che con un po' più di cura sarebbe potuto diventare un classico nel suo genere.