Genere
Avventura
Lingua
Tutto in Italiano
PEGI
3+
Prezzo
ND
Data di uscita
19/10/2007

The Legend of Zelda: Phantom Hourglass

The Legend of Zelda: Phantom Hourglass Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
Nintendo
Sviluppatore
Nintendo
Genere
Avventura
PEGI
3+
Distributore Italiano
Nintendo Italia
Data di uscita
19/10/2007
Lingua
Tutto in Italiano
Giocatori
2

Lati Positivi

  • Sfrutta appieno le caratteristiche del Nintendo DS
  • Una produzione perfetta per storyline, realizzazione tecnica e giocabilità
  • Nonostante i cambiamenti (positivi) apportati al sistema di controllo, è sempre Zelda
  • Il gioco più curato disponibile per Nintendo DS

Lati Negativi

  • Qualche occasionale incertezza nel sistema di controllo
  • Il tempio del Re del Mare può diventare leggermente monotono

Hardware

Per imbarcarsi nuovamente nell'oceano di Hyrule, occorre una copia del gioco abbinata a un'edizione qualsiasi del Nintendo DS. Il gioco supporta l'espansione "rumble" da inserire nello slot inferiore per le cartucce del GameBoy Advance.

Multiplayer

Il gioco include uno sfizioso minigame per due giocatori da disputare in rete locale o tramite la Nintendo Wi-Fi Connection.

Link

Recensione

Un pennino al posto della spada

La leggenda di Zelda viene riscritta sul touch screen del Nintendo DS.

di Alberto Torgano, pubblicato il

Nota: gli altri due articoli linkati nell'indice si riferiscono alla versione giapponese del gioco.

Mentre The Legend of Zelda: Twilight Princess rappresenta una summa di quanto la saga ha saputo offrire negli ultimi dieci anni, il nuovo episodio per Nintendo DS mescola le meccaniche bidimensionali dei primissimi capitoli con gli ambienti e il level design marinaresco di "Wind Waker", sfruttando le peculiarità del touch screen senza però snaturare lo spirito originario della serie.
Si tratta insomma di un esperimento ardito ma sorretto da solide fondamenta, necessario per rivitalizzare una formula ormai passibile di pochi aggiornamenti strutturali. Ecco perché la rivoluzione (se è lecito chiamarla così) passa anche stavolta per il sistema di controllo...

WIND WAKER 2

Non è un caso che l'ultima puntata della serie recuperi le ambientazioni e l'atmosfera solare del primo episodio per GameCube, a cui dà un seguito anche sul versante narrativo. Al tono scanzonato ma sperimentale di "Phantom Hourglass", l'originale cornice grafica in cel shading di "Wind Waker" si addice infatti meglio di tutte le altre, con quel character design così coraggiosamente fanciullesco dove le tinte dark di "Twilight Princess" vengono sommerse da un oceano di pirati, isolotti sperduti, tesori nascosti e personaggi stralunati. Lontano dalle vette epiche di "Ocarina of Time", il gioco racconta comunque una storia molto avvincente a dispetto del suo registro volutamente "soft", che include i dialoghi più esilaranti mai apparsi nella saga.
Lo splendore grafico del titolo è poi testimonianza di uno sforzo produttivo meritevole pure di formati "maggiori", se solo i puzzle e il sistema di controllo non fossero stati ritagliati interamente attorno alle peculiarità del DS.

GUARDARE E TOCCARE

Malgrado altri giochi possano reclamare la paternità di molte soluzioni adottate in "Phantom Hourglass" circa l'impiego del touch screen, al nuovo "Zelda" va il merito di averle sistematizzate in una cornice coerente, varia e sempre funzionale, senza le forzature tipiche di tante produzioni per Nintendo DS. Persino l'occasionale utilizzo del microfono sa offrire qualche situazione esilarante, benché già proposta altrove.
Superate le iniziali riserve verso il sistema di controllo (tutto ricavato attorno all'uso del pennino, con cui si finisce talvolta per coprire una buona porzione dello schermo), esplorare le isole di Hyrule, combattere i pirati in mare aperto, sfruttare l'arco, la pala o il boomerang, prendere appunti sulla mappa e disegnare le rotte da seguire si rivela presto estremamente stimolante. Anche le controverse fasi di navigazione che erano croce e delizia di "Wind Waker" vengono qui rivitalizzate dal nuovo sistema di controllo, proprio come la caccia ai tesori nascosti sul fondo dell'oceano: d'altronde, pure le altre sub-quest presenti nel gioco assomigliano a stuzzicanti mordi e fuggi interamente basati sull'uso del touch screen, per la gioia del pubblico più "casual".

IL TEMPO PASSA ANCHE PER ZELDA

Nonostante un approccio ai combattimenti talvolta semplicistico (fatta eccezione per le splendide battaglie contro i boss principali), l'immediatezza di The Legend of Zelda: Phantom Hourglass non fa necessariamente rima con facilità: le dimensioni piuttosto ridotte dei dungeon sono compensate infatti dai brillantissimi puzzle inseriti nelle fasi di navigazione, che necessitano sempre delle giuste mappe per seguire le rotte appropriate. Se i meno esperti possono affidarsi a un'indovina sin troppo prodiga d'indicazioni, tutti gli altri dovrebbero tenersene alla larga e preferirle il fascino delle esplorazioni in mare aperto, baciate per fortuna da un'ampia libertà di movimento.
Di "Wind Waker", l'ultima puntata della serie riprende ed esalta anche la stuzzicante componente "stealth" in stile Metal Gear Solid, qui efficacemente contestualizzata nel tempio del Re del Mare. Sorvegliato da fantasmi dotati di un campo visivo limitato, il sotterraneo dev'essere completato diverse volte entro un margine di tempo sempre più contenuto, cedendo un po' alla monotonia nelle battute conclusive. Sulle stesse meccaniche si basa inoltre l'esile modalità multiplayer per due giocatori, una sorta di "guardie e ladri" incapace però di replicare i fasti dell'eccellente "Four Swords". Si tratta comunque dell'ennesima sorpresa dispensata dal miglior titolo mai pubblicato per Nintendo DS.

Voto 5 stelle su 5
Voto dei lettori
The Legend of Zelda: Phantom Hourglass rappresenta senz'altro il videogioco più "curato" prodotto a oggi sul portatile Nintendo, un vero punto d'arrivo nello sfruttamento del touch screen e la prova definitiva che l'hardware del DS è stato finora molto sotto-sfruttato (anche dalla casa madre), come dimostra il freschissimo "cel shading" ripreso dal primo episodio per GameCube. Ma soprattutto, quest'avventura rinnova tutta la magia della saga grazie a un sistema di controllo perfettamente calato nelle meccaniche di gioco, baciate da un campionario di enigmi e sub-quest davvero stimolante.