Zelda in concerto
Cronaca di una serata a teatro. A Londra.
Se venticinque anni fa mi avessero detto che un giorno sarei andato a teatro per assistere all'esibizione di un'orchestra sinfonica che interpretava le musiche dei videogiochi, beh, non so se ci avrei creduto. A parte il fatto che all'epoca avevo nove anni e non so quanto me ne sarebbe fregato. E invece, non solo l'anno scorso ho assistito al Video Games Live di Los Angeles, ma questa settimana sono pure andato a Londra per il concerto commemorativo legato al venticinquesimo anniversario di Legend of Zelda. Un evento tutto bello, particolare e carico d'ammore, in cui un pubblico fra i più variegati che abbia mai visto (dalla masnada di temerari vestiti da Link nonostante la temperatura a tutta una serie di distinte signore in abito da sera) era presente alla celebrazione musicale di una fra le icone più longeve e importanti del nostro settore. E che qui provo a raccontare.

Lo spazio davanti all'HMV Theatre di Hammersmith è invaso dalla gente, una marea di persone compressa in un lembo di marciapiede, tutte rigorosamente ordinate e in bella fila, pronte a entrare e divertirsi. Mentre sono lì che aspetto l'incontro con gli altri presenti assieme a me, assisto a un fenomeno incredibile: aprono le porte e, nel giro di pochi secondi, tutti entrano, velocemente, ordinatamente, senza problemi. Roba da matti. Il teatro è addobbato a tema con manifesti e decorazioni, oltre che con una sezione merchandise in cui è possibile acquistare manifesti e altri gadget. Mi vedo consegnare il biglietto, assieme a un buono per un drink che finirà perso da qualche parte sul pavimento della platea (un minuto di raccoglimento, grazie), e procedo spedito verso il mio seggiolino. Che si rivela essere in quarta fila (figata!) ma all'estrema sinistra (mestizia). In pratica, ho davanti un enorme amplificatore che mi toglie la visione su una parte dell'orchestra e dello schermo gigante alle spalle, dove – un po' come al Video Games Live – verranno proiettate immagini a tema e sequenze di gioco, oltre che i primi piani sui vari musicisti. Poco male, alla fin fine sono lì per ascoltare della musica, oltre che, certo, per osservare il lato più teatrale.
Piano piano il palco si popola, si cominciano a sentire i classici suoni da orchestra che si sgranchisce gli strumenti ed ecco che piomba sul palco Eiji Aonuma, da ormai tanti anni Mister Zelda vero e proprio. L'accoglienza è trionfale, da stadio, e ogni volta che apre bocca, qualsiasi cosa dica, in sala è tripudio. Potrebbe anche dire “Zelda fa schifo, viva Gears of War” e sarebbero comunque tutti in estasi. Dopo un breve discorso introduttivo, nel quale fra l'altro invita amorevolmente a non riprendere e schiaffare su Youtube filmati dell'evento, Eonuma presenta la direttrice d'orchestra Eimear Noone e le lascia il palco. Ed è a sua volta lei a presentare un'ospite d'eccezione, presente solo in questa tappa del tour: Zelda Williams.
Colei che ventun anni fa venne battezzata dal suo famoso padre appassionato di videogiochi in onore di quel mitico gioco per NES e che oggi, grazie anche a una recente campagna pubblicitaria, è diventata la coccolina amorosa di ogni nintendaro che si rispetti è presente per introdurre le diverse sezioni del concerto, spiegando mano a mano cosa andremo ad ascoltare. Inguainata in un vestitino bianco che mozza il fiato (a lei, oltre che a chi la osserva dalle prime file), scherza, interagisce col pubblico e sembra essere sinceramente divertita ed emozionata. Dopo la prima uscita, si ripresenta munita di occhiali (“Adesso vi vedo meglio”), apostrofa i presenti in sala che la tempestano su Twitter, spiega che papà è invidiosissimo ma non poteva proprio esserci causa luna di miele e, insomma, si fa volere bene fortissimo da tutti quanti.

