Genere
Avventura
Lingua
ND
PEGI
ND
Prezzo
ND
Data di uscita
04/03/2016

Zelda: Twilight Princess HD

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Datasheet

Produttore
Nintendo
Sviluppatore
Nintendo EAD
Genere
Avventura
Distributore Italiano
Nintendo Italia
Data di uscita
04/03/2016

Lati Positivi

  • Divertente e ben congegnato in ogni sua componente
  • Un'ottima possibilità di recuperare un gran gioco per chi non aveva provato l'originale
  • Nel complesso apprezzabile il lavoro di rimasterizzazione...

Lati Negativi

  • ... anche se alcuni elementi grafici potrebbero essere indigesti per i palati più fini

Hardware

The Legend of Zelda: Twilight Princess HD è disponibile in versione WiiU dal 4 marzo 2016.

Multiplayer

Nessuna funzione multigiocatore.

Modus Operandi

Abbiamo rivissuto l'avventura di Twilight Princess HD grazie a un codice gentilmente fornito da Nintendo.
Recensione

Cosa è cambiato rispetto all'originale?

Pulizia grafica, ritocchi strutturali e... Amiibo!

di Claudio Magistrelli, pubblicato il

UN REMASTER AL CUBO

Per avere un'idea più approfondita ed estesa dei contenuti originali che ritroverete tra pochi giorni in questo Twilight Princess HD insomma potremmo semplicemente re-indirizzarvi alla recensione pubblicata nel 2007 per commentare la versione GameCube del gioco. Il rimando all'articolo basato sulla versione GC non è casuale: questa nuova edizione WiiU infatti si basa sul master per il cubo come punto di partenza e non quello Wii. Lo si capisce dal ritorno nella mano sinistra della spada impugnata da Link, specularmente portata a destra su Wii per massimizzare l'immedesimazione dei giocatori portati ad impugnare il Wiimote con quella mano, oltre che dalla possibilità di muovere liberamente la camera attraverso lo stick analogico destro del GamePad.
Il principale lavoro dei grafici nell'ammodernamento di tutto ciò che Twilight Princess manda a video si è concentrato ancora una volta su texture e illuminazione, mantenendo intatta la mole poligonale nascosta sotto il cofano del motore di gioco. Nel passaggio dai 480p ai 1080p le superfici di Hyrule hanno guadagnato dettaglio, profondità e lucentezza, ma non in modo uniforme. I personaggi appaiono ancora sicuramente gradevoli, anche grazie a una modellazione originale curata e ben riuscita, mentre i paesaggi sfoggiano qualche angolo di troppo per gli standard a cui siamo abituati oggi, senza contare l'effetto spalmatura che colpisce le distese uniformi di erba o roccia.
Valutato da un punto di vista globale ad ogni modo Twilight Princess HD è un gran bel vedere, come potete giudicare voi stessi dalle immagini e dai video sparsi tra queste pagine. Qualche remora potrebbe ragionevolmente essere sollevata dalla revisione del sistema di illuminazione, che da un lato appare ora più al passo coi tempi dal punto di vista tecnologico, ma dall'altro in alcune situazioni - non sempre fortunatamente - svolge fin troppo bene il proprio lavoro, andando ad intaccare la studiata crepuscolarità che ammantava il titolo originale.

Il meraviglioso Amiibo che accompagna l'edizione limitata del gioco - Zelda: Twilight Princess HD
Il meraviglioso Amiibo che accompagna l'edizione limitata del gioco

La gestione della luce dunque si rivela ancora una volta il punto più critico nella delicata opera di restauro di un classico. È ancora l'effetto bloom a finire sul banco degli imputati: benché meno avvertibile in movimento rispetto agli screenshot statici, il suo impatto potrebbe risultare poco gradito ai palati più fini dal punto di vista estetico. Allargando il discorso, il taglio “realistico” imposto al progetto è forse, paradossalmente, il limite più grande che impedisce a Twilight Princess di eguagliare Wind Waker HD sul piano del puro impatto visivo: con quel cell shading divenuto un cartoon di superba animazione nella maestosità del fullHD la competizione è obiettivamente impari.
Oltre al lavoro visuale registriamo anche l'inevitabile adattamento dei controlli alle feature esclusive offerte dal versatile GamePad di WiiU, sul cui schermino è possibile visualizzare in tempo reale sia la mappa di gioco che l'inventario e assegnare con un rapido colpo di dito lo strumento più utile in quel frangente a uno dei tasti frontali. Inevitabile anche il supporto agli Amiibo, celebrato da un'edizione speciale del gioco venduta insieme alla dettagliatissima statuetta di Link lupo accompagnato da Midna, che segna un nuovo salto in avanti per gli Amiibo sia in termini di rifinitura sia per quanto riguarda le dimensioni, ben più massicce del solito.
Rispetto a quanto trapelato prima del lancio del gioco, l'Amiibo di Link lupo non sblocca nessun dungeon aggiuntivo, ma si limita ad introdurre una nuova modalità facoltativa in cui si è chiamati a sopravvivere per un certo periodo di tempo ad orde di nemici via via più agguerriti. Vale la pena di notare che in questa modalità si potranno sfruttare anche altri Amiibo collegati all'universo di Zelda già rilasciati in passato: il malvagio Ganondorf ad esempio aumenterà ulteriormente un livello di difficoltà che già concede ben poco, mentre la statuina della principessa Zelda fornirà a Link dei cuori per ripristinare la sua salute. L'idea è di certo interessante – e meno foriera di polemiche rispetto al famigerato dungeon supplementare – ma sul suo effettivo funzionamento e sul peso che può avere nella decisione di acquistare il gioco ci ritroviamo a dover sospendere il giudizio, non avendo avuto modo di attivare questa modalità tramite l'apposito Amiibo prima della conclusione dell'articolo.

Voto 5 stelle su 5
Voto dei lettori
Partiamo da una considerazione: alla resa dei conti la rimasterizzazione di Twilight Princess era meno necessaria di quella di Wind Waker – sempre che siate dell'idea che una versione HD di un classico possa essere necessaria – perché più recente dal punto di vista cronologico e perché tecnicamente meno adatto al mero upgrade visuale in alta definizione. Per fortuna nostra e dell'industria più in generale però la condizione di necessità non è tra quelle che in genere vengono tenute maggiormente in considerazione per la realizzazione di un gioco. Twilight Princess HD in ogni caso è una ghiotta occasione di recupero, per chi non c'era motivi anagrafici o per chi sull'onda del hype inseguiva la sua chimera. E poco importa se non è Pulp Fiction, il Blu-ray di Jackie Brown è comunque meglio di quello che ci propina il digitale terrestre in prima serata – e per chi vuole cogliere il paragone non c'è molto altro da aggiungere.

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