Genere
Gioco di Ruolo
Lingua
Inglese
PEGI
12+
Prezzo
€ 29,99
Data di uscita
3/11/2010

Z.H.P. Unlosing Ranger vs. Darkdeath Evilman

Z.H.P. Unlosing Ranger vs. Darkdeath Evilman Vai al forum Aggiungi alla collezione

Datasheet

Produttore
NIS America
Sviluppatore
Nippon Ichi Software
Genere
Gioco di Ruolo
PEGI
12+
Data di uscita
3/11/2010
Data di uscita americana
26/10/2010
Data di uscita giapponese
11/3/2010
Lingua
Inglese
Giocatori
1
Prezzo
€ 29,99

Lati Positivi

  • Struttura di gioco intrigante e profonda
  • Decine di oggetti con cui equipaggiare il protagonista
  • Difficoltà adeguata e regolabile
  • Game Plus ricco di obiettivi extra e dungeon speciali
  • Musiche affascinanti
  • Localizzazione in inglese di buon livello

Lati Negativi

  • Si basa più sulla forza che sulla strategia
  • Visuale di gioco non sempre chiara
  • Troppi dialoghi
  • Storia simpatica, ma ridondante
  • Grafica non all'altezza, caricamenti fastidiosi
  • Può diventare ripetitivo

Hardware

Z.H.P. Unlosing Ranger vs. Darkdeath Evilman è un'esclusiva PlayStation Portable, e richiede una console portatile Sony per funzionare. Si può acquistare il gioco solo tramite il servizio Playstation Store. Per installare il prodotto sono richiesti 83 MB di spazio libero su Memory Stick. La versione americana, da noi provata, è disponibile anche in formato UMD.

Multiplayer

Non sono disponibili modalità a più giocatori.

Link

Recensione

Giappone! Giappone! Giappone!

Nippon Ichi in gran forma su PlayStation Portable.

di Vincenzo Ercole, pubblicato il

Il ritmo sarebbe, quindi, frenetico e gagliardo, peccato che Nippon Ichi abbia compiuto un grossolano errore: la modalità storia è tormentata da continue interruzioni, scenette in cui i protagonisti commentano i fatti... una brodaglia di parole che diventa presto insopportabile. Grazie al cielo, basta la pressione di un tasto per evitare di assistere all'ennesimo ridondante siparietto, ma ciò non toglie che al giocatore resti la curiosità di seguire la narrazione e, perché no, di farsi due risate ascoltando le scemenze che vengono dette. Si scontrano, insomma, il desiderio di procedere nel gioco, lasciandosi trasportare dal flusso dell'esplorazione, e la voglia di godere in pieno di una tipica produzione nipponica, fuori di testa e sconclusionata. Si rischia così di perdere la concentrazione e di venire sconfitti solo perché distratti dalle continue interruzioni. Se solo Nippon Ichi si fosse limitata a gestire i dialoghi prima e dopo l'esplorazione, o al più in un unico momento della stessa, il problema non si sarebbe nemmeno posto, giacché, come avranno modo di scoprire gli avventurieri che si inoltreranno nei labirinti opzionali più complessi (lì dove la storia non arriva e i dialoghi sono banditi), il piacere di gioco, la tensione accumulata, il rischio di perdere un equipaggiamento di lusso, assorbono a tal punto il giocatore da incollarlo allo schermo per due o tre ore di seguito.

Un bisogno disperato di HP

Torniamo sul campo di battaglia. Il sistema di combattimento implementato è semplice e geniale nel contempo. Un movimento il protagonista, uno gli avversari, si diceva, solo che questi ultimi hanno una visuale ristretta, raffigurata sullo schermo da una zona grigiastra. Solo quando il protagonista entra all'interno di essa, il nemico si sveglia e comincia ad attaccare. Ogni avversario ha un suo modo peculiare di "vivere" il labirinto: alcuni mostri si muovono da una parte all'altra delle stanze, altri stanno fermi immobili, altri ancora colpiscono a distanza appena vengono disturbati, e non manca chi si dedica a distruggere tutto quello che trova. Ognuno di essi ha, poi, uno stile di attacco e delle abilità speciali a cui ricorrere, ed è equipaggiato con oggetti specifici, alcuni dei quali molto preziosi, che possono eventualmente essere rubati.
Attaccare a caso non è, quindi, la migliore delle strategie. Piuttosto, bisogna attirare a sé gli avversari, a uno a uno, e sconfiggerli con rapidità, evitando di far sentire il loro "grido di morte" ai mostri presenti nei dintorni. Nella peggiore delle ipotesi, ci si può trovare circondati da un esercito esaltato e pronto a tutto, proprio come accade in alcune stanze speciali, sparse a caso all'interno dei labirinti, che sono gremite di nemici, ma anche di tesori da raccogliere. Le famose "monster house".
Come sempre, i colpi migliori sono quelli portati alle spalle o di lato, o quelli che sfruttano i punti deboli del rivale. Qualora ci si trovasse in difficoltà, invece, si può ricorrere a qualche subdola tattica di riserva: afferrare il malcapitato di turno, lanciarlo quanto più distante possibile, magari in testa a qualcun altro, e colpirlo a distanza con qualsiasi oggetto a disposizione, pezzi di equipaggiamento inclusi, o usare qualche pozione che addormenta o stordisce… oppure darsi a una fuga disperata.
Ai migliori Mystery Dungeon di Chunsoft, che permettono di escogitare soluzioni differenti contro ogni possibile minaccia, dando in mano al giocatore un enorme bagaglio di oggetti tra cui scegliere per difendersi e attaccare, Z.H.P. risponde con una maggiore frenesia e con una serie di strani meccanismi che bisogna imparare presto a decifrare. Cosa ci fanno degli specchi disseminati lungo i labirinti? E delle fontane? E i telecomandi? Mistero. Il manuale non spiega, i tutorial nemmeno. E com'è possibile che dopo aver speso più di due ore a superare sessanta piani di un labirinto bonus, ci si trovi di fronte a un boss talmente forte da polverizzare il nostro eroe in due colpi?
Belle domande, ma ecco che, sperimentando, si scoprono tecniche di potenziamento speciali, un tantino surreali e in qualche modo avulse da una normale esplorazione del labirinto, che permettono di ottenere una "vagonata" di livelli e vincere così gli scontri più ardui. Chi ha speso un numero spropositato di ore nelle "cave" dei vari Disgaea, potrà farsi un'idea di che cosa lo aspetti in questo gioco. Z.H.P. Unlosing Ranger vs. Darkdeath Evilman è un titolo Nippon Ichi in tutti i sensi: un gioco a strati che va sfogliato con molta pazienza.

Un racconto senza fine

Che altro aggiungere? I menu sono funzionali, si naviga con facilità tra una schermata e l'altra: difficile perdersi o non capire cosa fare. Peccato che i tutorial si limitino a spiegare le funzioni di base, tacendo sugli aspetti più profondi del gioco, tanto che per completare la modalità storia, circa venticinque ore di passione, si finirà per usare poco più della metà delle risorse che Z.H.P. mette a disposizione.
Uno degli aspetti più divertenti, comunque, è quello della vestizione del protagonista. Ci sono centinaia di oggetti con cui equipaggiare il nostro eroe, tutti di un'assurdità unica. Immaginate lo sprite di un ragazzino con in testa un cappello Prinny, due alabarde spaziali in mano, un busto da pin-up americana e un carro armato ai piedi. Demenziale.
Qualche colpo di classe, un'attenzione certosina ai particolari, tanto sano umorismo e chicche di ogni tipo, questo gioco ha stile da vendere. Sarebbe il massimo, se non soffrisse dal punto di vista tecnico: gli ambienti tridimensionali sono spogli, tagliati male, grossolani; gli sprite sono in bassa risoluzione e cozzano contro tutto ciò che è poligonale. Su questo quadro di sciattezza generale imperversano, poi, dei caricamenti obbrobriosi, non tanto tra una schermata e l'altra, quanto durante l'azione vera e propria: capiterà di entrare nei menu, cambiare l'armatura al protagonista e aspettare che il gioco si disincagli dalle sue incertezze. Le musiche, almeno, sono fantastiche... non tutte, non sempre, ma in certi casi fanno impazzire: di una temerarietà unica. Si ascolti con attenzione il tema dell'eroe, che fa da sottofondo ai dungeon opzionali: sentire le vocine dei cantanti mutare e storpiarsi in base agli indumenti indossati, secondo una logica tutta da scoprire, non ha prezzo, per dirla come una nota pubblicità.
Le ultime note le dedichiamo ai negozi che si possono installare nella base operativa. Alcuni di essi sono vitali, come il fabbro che aggiusta e sintetizza le armi, la casa per il deposito degli oggetti, il laboratorio dove inserire i chip nel corpo dell'eroe, e il caravan multi uso, che in caso di bisogno ci raggiunge, una e una sola volta, in un piano stabilito del labirinto; altri sono in apparenza secondari, ma assai utili nelle fasi avanzate, ed ecco, allora, il facchino porta oggetti, l'assicurazione che salvaguarda le armi più potenti, la chiesa che permette di aumentare il livello dei mostri e la squadra di polizia (gli inossidabili Prism Ranger), che ci consegna, con abile mossa, il nostro equipaggiamento speciale di riserva, quando più ci aggrada. I negozi migliori, ovviamente, non ve li sveliamo, e ci piace tacere su molti altri aspetti di Z.H.P., che meritano di essere scoperti dopo lunghe ed estenuanti sessioni di gioco. Con una certezza: il divertimento e la follia sono di casa.

Voto 4 stelle su 5
Voto dei lettori
Bello. Che cosa dobbiamo dire di più? Bello. Z.H.P. Unlosing Ranger vs. Darkdeath Evilman è un condensato di Nippon Ichi dentro uno dei generi meno conosciuti in occidente, quello dei Mystery Dungeon. Abbiamo a che fare con un titolo ricco di umorismo, dalle meccaniche solo in apparenza semplici, e che può essere goduto in più modi: accontentandosi di finire la modalità storia o spendendo un centinaio di ore per arrivare fino alle zone più remote del gioco. Tanto divertimento, un tasso di sfida adeguato, nemici ben differenziati, situazioni assurde, un'infinità di morti in attesa e la frustrazione come compagna di viaggio privilegiata, ecco gli elementi base di Z.H.P.: la vittoria passa necessariamente attraverso una lunga serie di sconfitte. Più ricco di un qualsiasi Pokémon Mystery Dungeon, meno stuzzicante e denso di un capitolo di Shiren the Wanderer, e con un margine di crescita molto elevato, Z.H.P. Unlosing Ranger vs. Darkdeath Evilman ha tutto per diventare una serie di successo. Da un eventuale seguito, ci aspettiamo una grafica più dettagliata, una storia altrettanto simpatica, ma meno invasiva, una curva di apprendimento più equilibrata e una maggiore attenzione ad alcuni elementi cardine dei Mystery Dungeon: ancora più tensione, avversari più intelligenti e un miglior rapporto tra forza bruta e strategia. A ogni modo: buona la prima.

Commenti

  1. dis-astranagant

     
    #1
    Per un gioco del genere non spenderei più di 5€, del resto gira su un portatile e i costi di sviluppo sono bassissimi.

    Mi puzza pure di remake fra l'altro.





    :P
  2. chrono

     
    #2
    Penso che il gioco non riscuoterà un grande successo di vendita. Non ricordo i dati precisi, ma mi sembra che in America non abbia superato le 30mila unità, sbaglio? Figurarsi da noi, dove per altro è scaricabile solo da PSN. Passerà inosservato come ClaDun - This is an RPG!
    .
    Restando in casa Nippon Ichi, questo Z.H.P. mi ricorda molto Soul Nomad per PS2. Strutture completamente diverse, ma idee originali, grande ingegno, profondità da vendere, la grafica come unico o principale punto debole. A ogni modo questa è la Nippon Ichi che piace a me (senza nulla togliere al brand di Disgaea che è giusto venga portato avanti), destrutturante e rivoluzionaria.
    .
    Attendo Prinny 2 e un benedetto tattico che riprenda lo stile innovativo di Phantom Brave.
  3. evil_

     
    #3
    dis-astranagant ha scritto:
    Per un gioco del genere non spenderei più di 5€, del resto gira su un portatile e i costi di sviluppo sono bassissimi.
    Mi puzza pure di remake fra l'altro.
    :P
       :clap::rotfl:
  4. Zakimos

     
    #4
    chrono ha scritto:
    Penso che il gioco non riscuoterà un grande successo di vendita. Non ricordo i dati precisi, ma mi sembra che in America non abbia superato le 30mila unità, sbaglio? Figurarsi da noi, dove per altro è scaricabile solo da PSN. Passerà inosservato come ClaDun - This is an RPG!
    .
    Restando in casa Nippon Ichi, questo Z.H.P. mi ricorda molto Soul Nomad per PS2. Strutture completamente diverse, ma idee originali, grande ingegno, profondità da vendere, la grafica come unico o principale punto debole. A ogni modo questa è la Nippon Ichi che piace a me (senza nulla togliere al brand di Disgaea che è giusto venga portato avanti), destrutturante e rivoluzionaria.
    .
    Attendo Prinny 2 e un benedetto tattico che riprenda lo stile innovativo di Phantom Brave.


    E' sicuramente un gioco dall'appeal molto limitato, da ciò che dici emerge che il suo pubblico è quello di Disgaea (potenziamenti appalla e infiniti) + quello dei Mystery Dungeon, due mondi che di per loro sono estremamente distanti (con le dovute eccezioni).

    A me ad esempio piace il secondo, ma non il primo.

    E non nominare mai più Cladun per favore :(
  5. utente_deiscritto_5167

     
    #5
    dis-astranagant ha scritto:
    Per un gioco del genere non spenderei più di 5€, del resto gira su un portatile e i costi di sviluppo sono bassissimi.

    Mi puzza pure di remake fra l'altro.



    :P


    Stralol, grande Dis.

    OT: ma hai una cartella con le foto di tutti i tuoi avatar? Sarei curioso di vederli... Ne cambi uno a settimana? :)

  6. dis-astranagant

     
    #6
    Shin X ha scritto:
    Stralol, grande Dis.
    OT: ma hai una cartella con le foto di tutti i tuoi avatar? Sarei curioso di vederli... Ne cambi uno a settimana? :)
     Li avevo tutti nel profilo, ma ho fatto pulizia poco tempo fa.
  7. Seph|rotH

     
    #7
    dis-astranagant ha scritto:
    Per un gioco del genere non spenderei più di 5€, del resto gira su un portatile e i costi di sviluppo sono bassissimi.

    Mi puzza pure di remake fra l'altro.





    :P

    Sono d'accordo, difatti non lo prendo.































    Anche perchè non ho la PSP :asd:

    Cla.
  8. chrono

     
    #8
    Zakimos ha scritto:
    E non nominare mai più Cladun per favore :(
    Perché Zaki? Il titolo è disponibile sullo store europeo... non hai possibilità di scaricarlo?
  9. Zakimos

     
    #9
    chrono ha scritto:
    Perché Zaki? Il titolo è disponibile sullo store europeo... non hai possibilità di scaricarlo?


    La mia soglia Psicologica di acquisto scaricabile è 10 euro, sopra pretendo la copia fisica. E temo cladun costi più di 10 euro..
  10. chrono

     
    #10
    Zakimos ha scritto:
    E' sicuramente un gioco dall'appeal molto limitato, da ciò che dici emerge che il suo pubblico è quello di Disgaea (potenziamenti appalla e infiniti) + quello dei Mystery Dungeon, due mondi che di per loro sono estremamente distanti (con le dovute eccezioni).
    A me ad esempio piace il secondo, ma non il primo.
    Riguardo a questo punto. Sì, è vero che i due mondi sono distanti, ma è anche vero che Nippon Ichi è riuscita in qualche modo a sintetizzarli. Il punto critico di Z.H.P. (aldilà dei difetti specifici, tecnici per lo più) è, piuttosto, il disequilibrio tra ingegno e potenza. Sai meglio di me che in Shiren non vince chi è più forte, ma chi usa meglio le risorse a disposizione, chi cioé è capace di inventare tattiche di gioco in tempo reale, con la consapevolezza che l'errore non è permesso ( anche se parliamo, per lo più, dei labirinti avanzati, livello 1, zero item). Tensione, paura, adrenalina, stordimento sono il cuore dei fushigi no dungeon di Chunsoft. Con Z.H.P. Nippon ha provato a spostare l'asticella verso la forza bruta, il bisogno di trovare espedienti per guadagnare tonnellate di livelli, e batteré così gli ultra boss segreti. Sempre su questa linea, figura il potenziamento del personaggio tramite chip. Alla fine, la sensazione è che prevalga l'abuso delle risorse, più che un uso ingegnoso delle stesse. Tipico di casa Nippon Ichi. E qui, potresti avere ragione a storcere il naso, se i vari Disgaea e soci non ti aggradano.
    .
    Se hai possibilità dagli comunque un occhio, magari ti prende come, in definitiva, ha preso me.
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