Genere
Azione
Lingua
Sottotitoli in Italiano
PEGI
ND
Prezzo
ND
Data di uscita
14/3/2001

Zone Of the Enders

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Datasheet

Produttore
Konami
Genere
Azione
Distributore Italiano
Halifax
Data di uscita
14/3/2001
Lingua
Sottotitoli in Italiano
Giocatori
2

Lati Positivi

  • Ottima realizzazione tecnica
  • Grande cura riposta nel character e mecha design
  • Divertente, frenetico e spettacolare

Lati Negativi

  • Poco vario
  • Troppo corto
  • Dedicato principalmente agli appassionati di mecha et similia

Hardware

Z.O.E. richiede a PlayStation 2 PAL, una Memory Card PS2 e supporta ovviamente gli effetti di vibrazione del Dual Shock 2.

Multiplayer

Non sono previste modalità in multiplayer, oltre a una segreta opzione per uno scontro "uno contro uno", ottenibili completando il gioco con determinate caratteristiche.

Link

Recensione

Zone Of the Enders

Anno Domini 2172, Giove, colonia di Antilia. Leo è un enders, come lui lo sparuto gruppetto di ragazzini che stanno per assistere al peggior spettacolo della loro breve esistenza: uno scontro senza confini (anzi, al limite dei confini) tra colossali mecha. Anno Domini 2172: la vita nel sistema solare sta per affrontare la sua massima crisi.

di Mattia Ravanelli, pubblicato il

NUREJEV AVEVA I BULLONI

L'intero sistema di controllo appare subito immediato e comodo, nonché particolarmente devoto alla spettacolarizzazione degli scontri (in realtà è il gioco vero e proprio a regalare spettacoli pirotecnici, non il sistema di controllo). I diversi colpi possono essere portati sempre tenendo conto della distanza rispetto al nemico e dei movimenti che si stanno compiendo. Oltre alla basilare differenziazione tra attacco a lungo raggio (si utilizza un'arma adatta allo scopo quindi) o a corto raggio (alabarda spaziale!), Z.O.E., similarmente a quanto succedeva in Virtual On, consente di effettuare colpi differenti se si stanno contemporaneamente eseguendo degli scatti. Lo stesso dicasi se si tiene premuto il tasto dorsale R2 mentre si è fermi: in questo ultimo caso possono svilupparsi due tipologie di offensive, la prima effettuata da notevole distanza porta il nostro mecha a creare una sfera (Genkidama?) di energia e lanciarla a mò di palla da baseball contro l'avversario di turno, se invece si è prossimi al nemico ci si esibisce in un efficace "giro" di spada a 360 gradi.
Ci soffermiamo ben volentieri sugli scontri di Z.O.E. che rappresentano, in tutto e per tutto, il cuore del gioco e l'occupazione principale del giocatore per il 90% del tempo di gioco effettivo. La realizzazione tecnica risulta generosa di fasci di luce, illuminazioni fantascientifiche, esplosioni ai limiti del fungo atomico e svariati effetti di motion blur tanto ben fatti quanto utili (per coprire eventuali penurie grafiche delle ambientazioni, non sempre particolarmente ricche). Ma quello che appassiona maggiormente è indubbiamente lo scontro ravvicinato tra due mecha, che continuano a mutare il loro rapporto in base all'altezza a cui volano, che si fronteggiano come due moderni spadaccini, che infine esplodono (solo uno dei due si spera) tra mille detriti e rottami. Divertentissimo.
Tutto il gioco offre poi una discreta interazione con le ambientazioni, lasciando al giocatore la possibilità di distruggere praticamente qualsiasi edificio o struttura disponibile nei pressi dei combattimenti. Ovvio che, essendo lo scopo di Leo quello di salvare le zone e non di devastarle, minori sono i danni procurati, migliore è lo svolgimento della vicenda (situazione estremamente valida anche per godere di un determinato finale del gioco).

LA BORA DELLA PICCOLA ONDA

Il gioco si risolve, essenzialmente, nello scontro continuo con i nemici, pratica solamente intervallata dalla ricerca di qualche particolare oggetto (ottenibile con un determinato codice che si acquista a propria volta abbattendo i nemici) o di qualche risorsa vitale (il Metatron) utile per consentire al nostro mecha di campare fino al giorno successivo. Non vanno dimenticati alcuni boss di fine livello (per così dire) decisamente riusciti, mastodontici anche più di quanto fosse ipotizzabili e divertenti da affrontare quanto spettacolari da vedere.
Fortunatamente Z.O.E. non viene offerto come una serie di missioni sequenziali da affrontare senza la benché minima libertà, o meglio, in realtà la situazione è questa, ma al giocatore viene comunque lasciata la possibilità di muoversi liberamente tra le aree in cui si svolge il gioco. E' anche vero che principalmente va seguito quel dato ordine di missioni e problematiche da affrontare: uscendo quindi "dal seminato" si combina poco o nulla.
A questo punto iniziano a spuntare le prime crepe nel gioco Konami, si rendono palesi alcuni passi falsi compiuti dalla grande "K". In primis la varietà di gioco, indubbiamente mortificata da delle ambientazioni generalmente molto, troppo simili tra di loro (diciamo anche identiche suvvia) e da un numero di nemici non proprio elevatissimo come "esemplari" differenti tra di loro. La longevità non particolarmente esaltante non fa che rincalzare la dose. Al tutto va aggiunto un ritmo di gioco particolarmente frenetico nei combattimenti e nelle missioni, ma spesso frammentato dai continui Full Motion Video che integrano l'azione e che si rivelano a tratti un po' invadenti. In quest'ultimo caso si può comunque addurre la sempre valida testi del "particolare intento dello sviluppatore". Se, in soldoni, Konami voleva realizzare un titolo che richiamasse alla mente in particolar modo i manga e gli OAV, doveva forzatamente puntare in particolar modo sullo sviluppo della trama, sugli intermezzi animati e via di questo passo.
Zone Of the Enders non è quindi un titolo in grado di rientrare nella tanto ambita categoria delle Killer Application, risultando un gioco divertente, spettacolare e indubbiamente realizzato con grande cura e amore per il dettaglio visivo, ma con un po' di approssimazione per quel che riguarda la varietà di gioco e la rigiocabilità stessa (oltre la longevità). Allo stesso tempo Z.O.E. è sicuramente una grande Killer Application per gli amanti del genere, per gli appassionati di manga e di OAV, ma incapace di catalizzare indistintamente l'attenzione dell'utente medio... compito che dovrebbe essere proprio di una " Killer Application".

Voto 3 stelle su 5
Voto dei lettori
Zone Of the Enders è innegabilmente un buon gioco. La padronanza da parte di Konami dell'hardware Sony viene evidenziata dall'ottimo aspetto grafico, capace di offrire momenti di rara intensità e spettacolarità. Purtroppo non si può considerare Z.O.E. il gioco che lancerà ufficialmente la PS2 nell'olimpo delle console (perlomeno non per meriti puramente "giocosi"), dato che manca di varietà e longevità per riuscire a rappresentare un acquisto consigliato indistintamente a tutti i giocatori. Ma d'altro canto se adorate robottoni, manga e OAV in generale Z.O.E. è probabilmente l'acquisto che dovete fare: il titolo Konami offre un ottimo studio dei mecha protagonisti, degli scontri degni dei migliori cartoni anni '80 e un'azione generalmente davvero di ottima fattura, un gioco d'azione che "finché dura" sa dare discrete soddisfazioni. Non è un gioco consigliato senza riserve, non è forse quello che tutti si aspettavano, ma rimane sicuramente un buon acquisto per la vostra ludoteca.