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Gli sviluppatori rendono pubblici i loro stipendi

Da alcuni anni l’industria videoludica è sotto i riflettori non solo per le piattaforme di gioco, come le introvabili console di ultima generazione, o più banalmente per i videogame. Come fulmini a cielo sereno, alcune aziende sono state travolte da scandali che hanno generato indignazione e sdegno. Il caso più eclatante è quello di Activision Blizzard, con denunce di molestie sessuali e comportamenti inadeguati nei confronti delle donne.

Altre preoccupazioni riguardano poi i salari di chi programma e progetta i videogiochi, gli sviluppatori. Volendo dare il proprio contributo per stabilire una sorta di standard per le retribuzioni, alcuni dipendenti hanno deciso di pubblicare i dettagli delle proprie entrate.

Con questo tipo di confronto sono emerse ovviamente delle diseguaglianze, e c’è chi ha scoperto di guadagnare molto meno rispetto ad una persona che ricopre lo stesso ruolo ma in un’azienda diversa.

Per farsi un’idea della situazione basta dare uno sguardo su Twitter, dove i post con l’hashtag #GameDevPaidMe sono in costante aumento. Gli sviluppatori che collaborano con aziende impegnate nel settore del gaming stanno condividendo con il popolo del web gli stipendi percepiti negli ultimi anni e le relative posizioni ricoperte. È il caso di Christopher Giroir, ora un dipendente di Airbnb ma con un passato in Blizzard:

Si tratta di una iniziativa concreta, che potrebbe portare le aziende – magari quelle più affermate – a garantire compensi più equi. E non bisogna dare per scontato che i colossi del settore siano così generosi con chi contribuisce alla nascita di un videogioco. Nel 2020, ad esempio, i dipendenti di Activision Blizzard hanno chiesto – in modo anonimo, via Slack – un adeguamento del salario.

Pasquale Oliva 2021-12-07 12:01:50