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ICO compie 20 anni: il ricordo di alcuni sviluppatori

Ricorre in questo periodo il ventesimo anniversario del lancio giapponese di ICO: Famitsu ha raccolto i ricordi di alcuni noti game designer.
Ricorre in questo periodo il ventesimo anniversario del lancio giapponese di ICO: Famitsu ha raccolto i ricordi di alcuni noti game designer.

L'edizione online del magazine nipponico Famitsu ha pubblicato un articolo per celebrare i 20 anni dal primo lancio giapponese di ICO. Il pezzo raccoglie le considerazioni e i ricordi di alcuni dei creator e game designer più famosi dell'industria.

Sviluppato da Sony Japan Studio e dal Team ICO, e diretto da Fumito Ueda, il gioco è una delle indubbie icone di PlayStation 2. Un'avventura intima e fuori dal tempo, che ci metteva nei panni di un giovane chiamato ICO, rinchiuso in una fortezza dal suo villaggio poiché nato con un paio di corna in testa.

Nel corso dell'avventura, si incontrava Yorda, una ragazza inseguita da misteriose creature oscure. Il nostro compito diventava quindi di aiutarla a fuggire dal castello, tenendola più volte per mano per fuggire lungo la strada. Il loro rapporto è tra i più ricordati nella storia dei videogiochi.

ICO PS2

Neil Druckmann, co-fondatore di Naughty Dog (Uncharted, The Last of Us), scrive:

È il mio gioco preferito di sempre, un vero capolavoro nella storia dell'industria. La meccanica centrale (il tenersi per mano) e il design degli enigmi creano un senso di legame che può essere sperimentato solo in un videogioco. La narrativa bella e commovente offre un contesto ricco a questi sistemi di gioco e crea un'esperienza profondamente emotiva.”

Suda 51, creatore di No More Heroes, elogia il sistema di salvataggio, che consisteva nel sedersi su una panchina insieme a Yorda:

In un'epoca in cui il salvataggio automatico era ancora un lusso, consideravo Ueda il mio rivale per la creazione di un sistema così elegante. Ho deciso di creare un nuovo punto di salvataggio che sarebbe stato bello quanto quella panchina, quindi mi sono inventato il sistema del gabinetto (visto in No More Heroes, ndr).”

Anche il regista Guillermo del Toro si unisce alla festa, spiegando quello che secondo lui è il messaggio principale del gioco:

I giochi creati da Ueda generano una sensazione unica grazie a un mondo che ti coinvolge, elementi spirituali e avventura che ti ricordano valori come l'amore e la bontà. L'interesse di Ueda-san non è se il giocatore vince o perde, ma nei pensieri importanti che vengono messi alla prova.

Hidetaka Miyazaki, dal canto suo, afferma di aver giocato ICO a casa di un amico in un periodo in cui si era allontanato dai videogiochi. L'aver apprezzato l'opera di Ueda lo ha spinto a tornare nel settore. Senza ICO, insomma, oggi probabilmente non avremmo Dark Souls e il sottogenere conseguente, i souls-like, a cui ha dato vita.

Fonte: VGC
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